Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, approfondimenti: A Mulher que Tentou matar Mussolini
>> Approfondimenti > Recensioni Librarie

A Mulher que Tentou matar Mussolini [ di Agostino Spataro ]

A Mulher que Tentou Matar Mussolini
Violet Gibson entre Psiquiatria, Psicologia e História
Autor(es): Organizadores: Giovanni Pietro Lombardo, Carolini Cássia Cunha

ISBN v. impressa: 978652631486-9
ISBN v. digital: 978652631413-5
Acabamento: Brochura
Formato: 15,0x21,0 cm
Número de páginas: 184
Publicado em: 28/03/2025
Prezzo: 59,00 Real


On. Agostino Spataro.
In questo periodo in cui si fa un gran parlare e scrivere di Benito Mussolini, desidero segnalare alla vostra, cortese attenzione l’uscita in questi giorni in Brasile del nostro libro “A Mulher que Tentou matar Mussolini”.


Appena due mesi dopo l’attentato di Violet Gibson (1876-1956) contro Benito Mussolini, avvenuto il 7 aprile 1926 in Campidoglio a Roma, il giudice istruttore ordinò una perizia sulla sua malattia mentale, che fu affidata agli psichiatri Augusto Giannelli (1865-1938) e Sante De Sanctis (1862-1935). Come è noto, il fallimento dell’attentato per cause fortuite e occasionali creò una sorta di mitizzazione del “corpo” del capo del fascismo (a questo tema è dedicato il capitolo scritto da Pietro Stampa nel volume). Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, poi istituito dal regime fascista, emise il 6 maggio 1927 una sentenza di imputabilità per incapacità di intendere e di volere di Violet Gibson, che riprendeva in modo radicale la perizia redatta nel precedente contesto giuridico di garanzie e liberalismo. La conclusione del processo costrinse Violet a tornare in Inghilterra per farsi ricoverare al St. Andrew’s Hospital, dove morì, ancora ricoverata, nel 1956. L’indagine sui motivi del viaggio e della prolungata permanenza in Italia, insieme all’analisi critica della diagnosi medico-psichiatrica, mai attentamente studiata nelle sue implicazioni psicologiche, porta a una nuova interpretazione storica che mette in luce la capacità di Violet di volere, se non di volere, commettere l’aggressione. Alcuni capitoli di questo libro, che contiene il documento originale della perizia psichiatrica redatta nel 1926 da Augusto Giannelli e Sante De Sanctis, sono dedicati alla revisione del caso giudiziario che, come ricostruito storicamente nel capitolo scritto da Carolini Cunha, ebbe una certa risonanza anche in Brasile. Dalle incongruenze presenti nel racconto emerge il suo problematico rapporto con Antonio Colonna Duca di Cesarò (1878-1940), esponente politico dell’opposizione a Mussolini sull’Aventino, al quale è dedicato uno specifico capitolo del libro scritto da Agostino Spataro. Da questa reinterpretazione, che si basa su un approccio storico-circostanziale.


Il duca di Cesarò e l’attentato della Gibson a Mussolini
Nella fase più deludente, conclusiva della secessione aventiniana, intervenne, il 7 aprile 1926, l’attentato della nobildonna irlandese Violet Gibson ai danni di Benito Mussolini che da taluni fu percepito come una reazione istintiva, solitaria al fallimento della clamorosa protesta parlamentare. La donna fu messa sotto torchio dagli organi inquirenti ai quali offre risposte incongrue, assai confuse. Nega tutto, perfino l’evidenza del fatto. Nega di avere agito in combutta con altri. In particolare, respinge ogni sospetto, affiorato dalle indagini, secondo cui avrebbe agito in combutta con una personalità antifascista (addirittura sospettata come possibile mandante) che poteva avere buoni motivi politici (forse anche personali) per fare uccidere Benito Mussolini.
Il riferimento, non tanto velato, era all’on. Giovanni Antonio Colonna il quale, soprattutto dopo la barbara uccisione del suo amico on. Giacomo Matteotti. Nel corso di un successivo interrogatorio, la Gibson ammetterà che il Colonna le fornì assistenza logistica e una rivoltella per attuare il piano omicida. Addirittura, taluni storici sostengono che il duca fu visto vicino all’attentatrice nel momento dello sparo. Presenza che parrebbe confermata da una foto (inviata dall’America del Sud – Brasile, Argentina?- e depositata presso gli archivi italiani) nella quale si notano chiaramente il Duce con di fronte la Gibson e una persona (con il volto “scancellato” intenzionalmente per renderlo irriconoscibile) dalle fattezze fisiche assai simili a quelle del duca.
Il Di Cesarò, sottoposto a interrogatorio, negò ogni responsabilità in ordine all’attentato anche se ammise di avere conosciuto la Gibson a Monaco di Baviera nel 1912, durante gli incontri europei della società teosofica. Secondo la polizia nel corso di una perquisizione in casa del Di Cesarò furono trovati documenti comprovanti l’esistenza di un complotto di tendenza monarchica per rovesciare il regime. Si disse anche che nello stesso periodo il Colonna, constatata la deludente conclusione della secessione aventiniana, avesse sostenuto, parlando con il principe Pietro Ercolani, che l’unico mezzo rimasto per ristabilire la democrazia in Italia era l’assassinio di Mussolini. Durante l’indagine furono presi in considerazione- soprattutto dal commissario di PS Pennetta- questi e altri elementi che richiamavano la responsabilità del leader di Democrazia Sociale, il quale, come detto, negò risolutamente ogni addebito. L’istruttoria si bloccherà a seguito della ritrattazione che farà Violet a proposito del coinvolgimento del duca di Cesarò. La condotta altalenante della donna, il suo mentire per poi smentire accuse anche pesanti facilitò l’opera di chi aveva interesse a far dichiarare l’attentatrice “malata di mente”: una soluzione comoda per tutti. Dopo il fallito attentato, il duca abbandonò ogni attività politica (anche perché vietata dalle leggi fascistissime introdotte da Mussolini) per dedicarsi agli studi antroposofici e filosofici e anche ai… suoi feudi di Ioppolo Giancaxio da cui traeva le risorse finanziarie che gli consentivano di mantenere un buon livello di vita a Roma.
Documento inserito il: 05/04/2025
  • TAG:

Articoli correlati a Recensioni Librarie


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione piattaforma web: ik1yde

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2023 )
privacy-policy